Ryan Tatar and the Sea Tribes

Ryan Photo

Ed eccoci a parlare di un nuovo fotografo: Ryan Tatar; anch’esso facente parte della corrente nuova di fotografia surf che vuole restituire il gusto vintage a questa filosofia di vita tramite l’utilizzo di pellicola e di macchine a “bassa-fedeltà”, ecco la sua presentazione del progetto:

Sea-tribes” è un lavoro e una mostra fotografica in continua evoluzione ispirata all’Oceano e all’ambiente marino… documenta i paesaggi, le onde e lo stile di vita di diversi gruppi di eclettici surfer. E’ un tentativo di rappresentare una unica e in qualche modo nostalgica prospettiva del surf moderno e delle sue radici sia tradizionali che moderne. Gli scatti sono fatti in analogica con equipaggiamento degli anni 30 – 80; i colori sono unici e tipici della tecnica di sviluppo utilizzata (cross-processing di diapositive e polaroid), e non sono stati modificati tramite post-produzione.

Le foto sono molto romantiche, delicate, i colori leggeri e pastello.

Lo scatto è volontariamente “rovinato” tende a riprendere l’idea di un tempo passato, di un surf che non c’è più, di un mondo dove l’ottimismo dominava e dove i bassi prezzi dei carburanti permettevano, soprattutto negli USA, di percorrere in lungo e in largo questo paese con poca spesa.

Si nota l’utilizzo di toy-cams e di polaroid 100, con scatti quasi sempre di narrazione statica ma al contempo dinamica. Notevole è l’opera di ricerca fatta da Ryan sui soggetti, macchine dell’epoche, tavole dal gusto vintage, persone fuori dal tempo.

Sono ragguardevoli gli scatti dei logo e delle tavole, bellissimi i colori quasi lavati via; i viraggi causati dallo sviluppo in C41 delle diapositive.

Di nuovo, come visto nei precedenti articoli, la bassa fedeltà riesce ad esprimere qualcosa che una macchina avanzata non sarebbe riuscita. Ci fa sentire di nuovo parte di un tempo che non c’è più.

Ryan riesce a portare ad un altro livello la magia della fotografia, e non si limita più a cristallizzare un tempo e una sensazione, ma riesce a ricrearle facendoci viaggiare nel tempo, tornare agli anni 60-70, tramite l’utilizzo di attrezzatura dell’epoca e di pellicole che piano piano stanno scomparendo; lui, con uno studio quasi maniacale, riesce a riproporci il surf degli anni 60 – 70 senza mentirci, scattando con dei mezzi di allora, oggetti di allora e persone che potrebbero essere di allora.

La nuova corrente della fotografia surf lo-fi merita sicuramente un discorso a parte che sarà affrontato in uno dei prossimi articoli.

Qui vorrei portare alla vostra attenzione alcune delle bellissime fotografie di Ryan e vi lascerei subito a loro, al loro gusto romantico di un’epoca di ottimismo passata che io purtroppo non ho fatto in tempo a conoscere.

Visitate poi il sito di Ryan, dove ci sono gli altri progetti e le altre sue foto, tutte meritevoli e piacevoli.

Author

Stefano Sassu