La fotografia dovrebbe come prima cosa comunicare, e la prima cosa che dovrebbe comunicarci sono le emozioni e le sensazioni; i bellissimi bianchi e neri di Massimiliano, ottenuti con una “toycam” come la holga, ci riescono appieno.
Questo, come già visto nell’articolo di Jack Brull (articolo che vi invito a leggere in seguito), a dimostrazione che non è la macchina fotografica che fa le foto, ma chi ci sta dietro, il suo cuore e il suo animo.
Le foto sono calde, delicate nella composizione, decise e ruvide nella realizzazione. Un poco come il surf, un gioco di equilibri e fluidi movimenti in un mondo duro, ruvido e pericoloso.
La maggior parte delle immagini ritraggono i surfer durante la preparazione o subito dopo la loro session, ma molti sono anche scatti narrativi di uno spot che noi non conosciamo.
Massimiliano racconta con precisione e abbondanza di sensazioni come ci si sente in spiaggia in un periodo in cui la stragrande maggioranza delle persone ne fugge; posso sentine l’odore salmastro e la fredda umidità degli inverni in riva al mare solo guardando le sue foto.
I suoi bianchi e neri sono realizzati in modo da esaltare il micro-contrasto e hanno una fortissima definizione dei bordi, così come una fortissima granulosità. Questo rende molto bene quello che è il mare durante la “bassa” stagione. Un qualcosa di duro, ruvido, freddo, tagliente. E soprattutto riesce finalmente a restituire l’animo vintage al surf che ormai lo sta perdendo, diventando sempre più tecnologico, forse troppo tecnologico.
La posizione dei soggetti nello scatto, mostrano una certa voluta delicatezza nel riprenderli; quasi un non volerli disturbare.
In un modo molto simile a quello usato da Jack, Massimiliano usa le caratteristiche di “bassa” fedeltà della sua Holga per sottolineare la vera natura del surf. La continua sfida ad un elemento in continuo cambiamento.
Esattamente come il mare, anche la luce è un medium continuo e in continuo cambiamento, con la complicazione dallo scorrere del tempo, che non sta di certo ad aspettare nessuno. Da qui nasce la grande bravura nel sapersi adattare, nel cogliere il momento giusto, con i giusti contorni per una foto, alla fine anch’essa giusta.
Il saper domare e dominare il fattore luce / tempo con una macchina di così bassa tecnologia come una holga richiede non meno abilità di saper leggere e cavalcare un’onda, ed è un’abilità che Massimiliano ha e sfrutta; le sue foto sono sempre una sorpresa, sempre piacevole.
Parlano e mostrano.
Visitate il suo sito e il suo profilo flickr, dove io ho avuto il grande piacere di conoscere i suoi scatti.



